Da Konya alle meraviglie di Pamukkale e Aphrodisias

Giovedì 27 agosto – Valle di Ilhara e Konya

Dopo la colazione nel nostro grazioso hotel di Goreme (qui la tappa di Istanbul e qui la tappa in Cappadocia), prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso la Valle di Ilhara dove ho intenzione di parcheggiare a Belisirma per fare un breve giro di chiese rupestri lungo il fiume. Peccato che la valle sia franata e non si possa passare. Ci tocca arrivare sino all’ingresso principale della Valle e camminare un’oretta per arrivare alle prime chiese rupestri per poi tornare indietro. Non solo: il simpatico bigliettaio ci vende un biglietto che (secondo lui) comprende anche il monastero di Selime (che non intendiamo visitare dato che è la replica di Zelve) e i mitici auricolari, quelli che ti appioppano a tua insaputa facendoteli pagare a parte, oltre i 15€ del biglietto … e ci siamo cascati (vedi sopra, la spiacevole sensazione di essere presi per il culo persino dall’addetto dei Musei Statali turchi, mannaggialloro!).

La passeggiata è gradevole ed è qualcosa di diverso dalla Cappadocia standard anche se purtroppo gli affreschi delle chiese rupestri che incontriamo lungo il fiume, non essendo sorvegliate, sono vandalizzati dai turisti. Torniamo indietro, riprendiamo l’auto e saltiamo la tappa del Caravanserraglio Sultanhanani perchè la prima tappa è durata decisamente più del previsto. La fame si fa sentire e ci fermiamo per un kebab in un posto improbabile sulla circonvallazione dell’anonima cittadina di Aksaray, dove probabilmente non hanno mai visto turisti in vita loro e ci riveriscono come pascià. Il miglior kebab del viaggio, finora, a un costo decisamente abbordabile (circa 10€ a testa) con una Cola turca.

Valle di Ilhara – chiese rupestri lungo il fiume (foto da Klook)
Dervisci rotanti di fronte al Mevlana © IKOSTOCK/Shutterstock da Lonely Planet

Arriviamo finalmente a Konya dove ho prenotato al Konya Dervish Hotel, un’antica casa ottomana vicinissima al Mevlana Cultural Center dove d’estate c’è la cerimonia dei dervisci rotanti gratuita nel giardino del centro. Ci mettiamo in coda ed entriamo: la cerimonia con musica dal vivo e tanti fedeli e pochi turisti. Al limite i turisti sono turchi perchè Konya è meta di pellegrinaggio essendo la capitale della religione sufista fondata da Rumi ma non si tratta di uno spettacolo danzante bensì di un modo di pregare ruotando su se stessi e attorno alla pedana tonda fino a perdere i sensi. Esperienza molto intensa!

Dopo ci fermiamo a cena al Turbenonu Lokantasi, consigliataci dal padrone di casa, che non ci delude perchè assaggiamo la specialità di Konya: l’etli ekmek, letteralmente pane con carne (prendiamo la varietà con formaggio e carne) oltre alla zuppa di lenticchie (mercimek) e dei dolci stucchevoli tipici turchi spendendo davvero poco (non vendono alcolici, come in tutte le lokantasi). Facciamo un giro nel centro di Konya che è molto moderno, è rimasto poco dell’antica città ottomana.

La specialità di Konya: l’etli ekmek (pane sottilissimo con carne – qui anche con formaggio)

Venerdì 28 agosto – Pamukkale e Hierapolis

La mattina subito dopo la miglior colazione turca con formaggi, frutta e verdura locali partiamo per Pamukkale, una lunga tappa in auto che ci porta (saltiamo la tappa di Laodicea) al Venus Hotel con piscina. Ci rilassiamo un po’ prima di entrare nell’incredibile sito (letteralmente ‘castello di cotone’) famoso in tutto il mondo per le sue spettacolari terrazze in travertino bianco e calde sorgenti termali diventato sito UNESCO. Entriamo poco prima delle 18.00, ci togliamo le scarpe e iniziamo salire a piedi nudi su questa distesa bianca creata da depositi di calcio, intervallata da vasche… e dire che un tempo avevano costruito alberghi che utilizzavano l’acqua termale. Arrivati in fondo inizia il sito archeologico di Hierapolis, che presenta numerose rovine della città termale greco-romana e bizantina situata sopra le terrazze con un grande Teatro con coro perfettamente conservato (e restaurato da archeologi italiani), la Necropoli e il Museo Archeologico. Ci sarebbe anche la piscina di Cleopatra con acqua termale calda ma c’è un biglietto a parte e nuotare tra resti di colonne ci sembra un po’ pacchiano 😉

Il teatro di Hierapolis da visitare insieme al sito di Pamukkale
 Al ritorno Fabio vorrebbe uscire dal sito mentre io e Francesco decidiamo di scendere a piedi e il colore del calcio diventa rosa (finchè il sole non tramonta e rischiamo di rimanere a metà vasca al buio…). A me è piaciuto tantissimo (a parte l’affollamento di gente che calpesta ovunque … questa meraviglia della natura non avrà lunga vita se non verrà protetta). Difficile è trovare un ristorante decente in loco perchè essendo una città costruita attorno al turismo sono tutti di basso livello (compreso quello che scegliamo…). Potevamo imbucarci al matrimonio che aveva luogo proprio sotto le terrazze (location 10!) ma siamo vestiti male 😉

Sabato 29 agosto – Aphrodisias, Sirince e aeroporto di Smirne

Per trascorrere l’ultima giornata, dopo un’abbondantissima colazione in hotel, decidiamo di visitare una tappa poco turistica della Turchia: Aphrodisias. E non ci pentiamo! Il biglietto costa 12€ e li merita tutti. Il sito archeologico è molto vasto e comprende un teatro, le Terme di Afrodite, un’amplissima Agorà e alcune ‘chicche’. Un Tetrapylon, sontuoso portale che, all’epoca, rappresentava l’ingresso al santuario del Tempio di Afrodite con ben 16 colonne corinzie disposte in quattro file da quattro, e ornato da bassorilievi e fregi scolpiti con motivi floreali e figure mitologiche. Uno Stadio tra i meglio conservati e i più vasti del mondo antico con una capienza di circa 30.000 spettatori, con 22 file di sedili su ogni lato che potevano assistere a giochi atletici, gare di corsa e competizioni sportive. Infine l’originale Sebasteion del I secolo d.C., santuario dedicato alla dinastia imperiale romana e ad Afrodite con struttura a tre piani e lungo circa 90 metri, usato per le processioni, presenta rilievi scultorei tra i più belli e dettagliati dell’arte romana. Vantaggio ulteriore: pochissima gente (nel museo siamo praticamente da soli).

Il Tetrapylon di Aphrodisias in Turchia (nella foto in evidenza il Sebasteion dall’originale architettura)
Il Museo Archeologico di Aphrodisias in Turchia (decisamente NON affollato)

Abbiamo fame e abbiamo capito che fermandoci nei posti più sgrausi si mangia meglio e si spende meno. Ci ispira Yoruk Kebab dove nè il titolare nè alcuno dei presenti (tutti turchi) capisce l’italiano. Però ci viene mostrato un agnello che gira sullo spiedo e indicato il prezzo di mezzo chilo di kebab. Aggiudicato! Uno dei migliori kebab 😉 Qualche problema nel pagare con carta compensata dalla gentilezza della moglie del proprietario.

Per intrattenerci prima di arrivare nell’hotel dell’aeroporto di Smirne, facciamo una piacevole passeggiata con bevanda fresca nel borgo di Şirince, arroccato sulle colline. Si tratta di un antico villaggio greco-ottomano caratterizzato da strette strade acciottolate e case storiche intonacate di bianco, famoso per la produzione di vini alla frutta (mora, melograno, amarena) e per i suoi uliveti.

Arriviamo nel punto di riconsegna dell’automobile dove non ci viene fatto firmare niente (insciallah) e arriviamo in aeroporto dove pernottiamo al TAV Airport Hotel all’interno del terminal. Così la mattina dopo siamo già al check-in per il volo Pegasus che domenica 30 agosto ci porta da Smirne a Istanbul e da Istanbul a Bologna per riprendere l’auto e tornare a Firenze. Arrivederci Turchia!